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JAZZ in’PROVINCIA 2008/2009
TEATRO COMUNALE DI CESENATICO
Comune di Cesenatico - Assessorato alla Cultura
Servizio beni e attività culturali
Sonia Jazz Associazione Culturale
dicembre 2008 – aprile 2009
Venerdì 13 marzo 2009 - ore 21
AFINIDAD
DAVID BINNEY - sax
EDWARD SIMON - pianoforte
SCOTT COLLEY - contrabbasso
ANTONIO SANCHEZ – batteria
David Binney, cresciuto nella California meridionale, è considerato uno dei più originali sassofonisti della sua generazione. Trasferitosi a New York, ha studiato con Phil Woods, Dave Liebman e George Coleman, iniziando presto a suonare nei jazz clubs. Nel 1989 inciso il suo primo disco, "Point Game", con la partecipazione di Marvin "Smitty" Smith, Edward Simon, Adam Rogers e Lonnie Plaxico. Caratterizzato da un sound originale e innovativo, Binney è divenuto una presenza costante della scena musicale di New York, sia alla testa dei propri progetti sia con collaborazione eclettiche, che vanno da Medeski, Martin & Wood e Uri Caine, nel Bach Project e nel Mahler Project, sino ad Aretha Franklin e Maceo Parker, oltre che con le big bands di Gil Evans e Maria Schneider, con Jim Hall, Bobby Previte e il quintetto di Cecil McBee. Con la propria etichetta discografica, la Mithology, fondata nel 1998, Binney ha prodotto tutti i propri dischi e due lavori del gruppo Lost Tribe, di cui è co-fondatore, pubblicando come leader o co-leader una dozzina di CD, fra i quali: “Océanos” del 2007 (con S. Colley, B. Blade, David Binney, L. Souza, ecc.), “Cities and Desire”, 2006, “Bastion of Sanity”, 2005, con Chris Potter, Jacob Sacks, Dan Weiss, Thomas Morgan; “Fiestas de Agosto”, 2005, con Ed Simon; “Afinidad”, 2001, con Ed Simon, Brian Blade, Scott Colley, Adam Rogers, Lucia Pulido (da cui prende il nome il gruppo). L’ultima sua fatica è “Echo park (from luxury of guessing session)”, edita nel 2008.
Ed Simon, pianista e compositore, venezuelano , dal 1985 negli USA, è dotato di un pianismo che miscela il calore viscerale latino-americano con pianisti della statura di Bud Powell, Bill Evans, Hancock e Jarrett, in cui il linguaggio dell’improvvisazione poggia le sue solide radici su una tecnica strumentale raffinata e versatile. Attivo nell’area newyorkese dagli anni '90 con Greg Osby, Kevin Eubanks, Bobby Watson, Terence Blanchard ecc. e alla guida di proprie formazioni con cui ha realizzato numerose incisioni, collabora anche con musicisti di Latin Jazz come Herbie Mann, Paquito D’Rivera, ecc. Nel 1997 registra con il gruppo di Mark Turner il cd “Mark Turner” e successivamente prende parte a lavori discografici di John Patitucci e altri jazzisti. Il disco “North & South”, realizzato nel 2003 con Luciana Souza, riceve una nomination ai Grammy Awards come miglior disco di jazz vocale. Il suo secondo lavoro discografico da leader, intitolato “Edward Simon” (1995), e il successivo “Simplicitas” (2005) sono entrambi stati inclusi dal New York Times tra i migliori dieci dischi di jazz dell'anno. “Unicity” del 2006 e “Océanos” del 2007 (con S. Colley, B. Blade, David Binney, L. Souza, ecc.) sono i suoi due ultimi apprezzati lavori.
Scott Colley, contrabbasso, ha uno stile che si fonda su un grande vigore grazie alla cavata di scuola ameriana che gli dà un personale groove, in cui melodia e armonia gli consentono solismi sapienti ed efficaci. E’ uno dei bassisti più richiesti negli USA, e ha inciso più di 90 albums. Ha fatto tournée e regis6trato con Carmen McRae, a New York ha collaborato con Dizzy Gillespie, Clifford Jordan, Roy Hargrove e Art Farmer, con i gruppi di John Scofield, Joe Henderson, Billy Hart, Mike Stern, Phil Woods, e poi con Joe Lovano, con una band in cui erano Toots Thielemans, Bobby Hutcherson e Kenny Werner. Ha compiuto diversi tours europei con la band Lost Tribe. Suona anche in trio con Ravi Coltrane e Al Foster, collabora con Jim Hall e fa parte dei quartetti di Chris Potter e Bob Berg, oltre che del sestetto Another Point of Departure di Andrew Hill. Negli ultimi anni Scott Colley ha suonato anche con Herbie Hancock e Bobby Hutcherson. Di recente ha inciso con Chris Potter l’album “Live at the Village Vanguard”, uscito per la Verve. Ha edito a suo nome “Initial Wisdom”, 2003, con R. Coltrane, B. Stewart ecc., e col suo quartetto, con Jason Moran, Ralph Alessi e Bill Stewart ha registrato “Architect of the silent moment” nel 2007. Otre a quelle già citate spiccano le sue collaborazioni con Pat Metheny, Michael Brecker, Greg Osby, Roy Haynes.
Antonio Sanchez, Città del Messico, all'età di cinque anni scopre la sua attrazione per la batteria, e dopo qualche anno inizia a suonare in vari stili musicali, rock, jazz, latin e fusion, con diversi gruppi attivi sulla scena musicale della propria città. Nel 1992 ottiene una borsa di studio per frequentare il Berklee College of Music di Boston, dove ha modo di studiare tra gli altri con Kenwood Dennard, Casey Scheurell, Bill Pierce, nonché di suonare con Gary Burton, Mick Goodrick e Danilo Perez. Nel New England Conservatory di Boston studia tra gli altri con George Garzone e Danilo Perez. Viene poi scritturato dalla United Nation Orchestra diretta da Paquito D'Rivera, ed entra in seguito a far parte del trio di Danilo Perez, con il quale effettua per due anni una lunga serie di tours e incide "Motherland. Successivamente entra nel Pat Metheny Group, col quale ha inciso "Speaking of Now" (2003) e "The Way Up" nel 2005. Sanchez ha inoltre collaborato con Michael Brecker, con cui ha inciso "Wide Angles", 2004, con David Sanchez, con cui ha inciso "Melaza" e "Travesia", e ancora, tra gli altri, con Charlie Haden, John Patitucci, Chris Potter, Avishai Cohen, Marcus Robert, Dave Samuels, Claudia Acuña e Luciana Souza. “Migration” è il suo ultimo album con Scott Colley, Chris Potter e David Sanchez.
LINKS
http://www.edwardsimon.com/
http://www.scottcolley.com/
http://www.antoniosanchez.net
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