STEVE KUHN TRIO
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Steve Khun è uno dei grandi maestri del piano
jazz tuttora in attività. Tra la fine degli anni
'50 e l'inizio degli anni '60 ha suonato tra gli altri
con Kenny Dorham, Stan Getz e Art Farmer, ed è stato
inoltre il primo pianista del leggendario quartetto di
John Coltrane, insieme a Steve Davis e Pete La Roca,
nel corso di una lunga scrittura al Jazz Gallery di New
York. Successivamente ha formato numerosi propri trii
con svariati musicisti tra cui Steve Swallow, Pete La
Roca, Chuck Israels, Ron Carter, Bob Moses, Jack DeJohnette
e Al Foster. Steve Kuhn è un musicista di grande
classe e lignaggio, in possesso di una capacità innata
di creare idee melodiche scultoreamente indelebili, riuscendo
a svilupparle con un sicuro senso della narrazione e
una logica mai scontata, anche attraverso un tocco straordinariamente
evocativo che è senz'altro uno dei tratti distintivi
della sua espressività. |
Steve Kuhn
Nato a Brooklyn, New York,
nel 1938, Steve Kuhn inizia a prendere lezioni di piano
a cinque anni. Studia in seguito con Marguerite Chaloff,
celebre insegnante di scuola russa, da cui apprende
la tecnica di produzione e proiezione del suono. Il figlio
di Marguerite, il baritonista Serge Chaloff, scrittura
il tredicenne Kuhn, che ha così modo
di suonare nei club di Boston con Coleman Hawkins, Chet
Baker, Vic Dickenson. Dal 1959 al 1963 suona con Kenny
Dorham, John Coltrane (della cui prima versione del leggendario
quartetto è stato per sei settimane il primo pianista
nel corso di una scrittura al club The Jazz Gallery,
insieme a Steve Davis e Pete La Roca) e Stan Getz. In
seguito suona per due anni con Art Farmer e col proprio
trio. Dal 1967 al 1971 si trasferisce a Stoccolma e si
esibisce lungamente col proprio trio in tutta Europa.
Nel 1971 è di ritorno a New York, dove forma un
proprio quartetto. Suona in svariati festival con Art
Farmer e Stan Getz, tra cui Newport e Monterey, mentre
col proprio gruppo continua a compiere tournée
in Europa. Negli anni 80 forma lo All Star Trio, con
Ron Carter e Al Foster. Dagli anni 90 fino a oggi ha
diretto lo Steve Kuhn Trio con David Finck al basso e
Billy Drummond o Joey Baron alla batteria. Ha inciso
numerosi dischi per la ECM, tra cui spiccano a suo nome “Last
Year's Waltz”, con Harvie Swartz e Bob Moses, “Ecstasy”,
piano solo, “Trance” con Steve Swallow, Jack DeJohnette
e Sue Evans, e la partecipazione insieme a Dave Liebman,
Sheila Jordan e Bob Moses a “Home”, forse il capolavoro
di Steve Swallow. Ha inoltre inciso numerosi cd per le
etichette Venus e Reservoir. Steve Kuhn è uno
dei maggiori pianisti jazz viventi, discendente diretto
di quella grande tradizione del suo strumento che egli
stesso ha peraltro contribuito a definire. Il senso di
appartenenza a questa tradizione non lo ha mai ad ogni
modo imprigionato in uno stile o cliché, e ciò sin
dall'inizio della sua vita musicale jazzistica, quando
nel 1959 fu testimone diretto degli inizi della rivoluzione
del free ancor prima di giungere a New York, come compagno
di studi di Ornette Coleman e Don Cherry alla celebre
sessione estiva della School of Jazz di Lenox, nel Massachusetts.
Durante i primi anni 60, Kuhn affianca alle collaborazioni
illustri l'attività del proprio trio con Steve
Swallow e Pete La Roca, in cui incorpora una varietà di
concezioni che stavano proprio in quel tempo definendosi
e affermandosi tra i giovani pianisti, ossia quelle di
Bill Evans, Paul Bley e Cecil Taylor. Nella sua carriera
Steve Kuhn si è anche inoltrato in territori musicali
nei quali durante un certo periodo si è ricercato
il superamento della dicotomia tra il jazz straight ahead
e il free jazz. In particolare è da segnalare
nel 1966 il lavoro “The October Suite” pubblicato dalla
Impulse!. In questo disco il trio di Kuhn improvvisa
circondato da due piccoli ensemble strumentali, uno costituito
da un quartetto d'archi e uno da un'arpa e quattro strumenti
a fiato, creati dal compositore Gary McFarland. In “The
October Suite” Kuhn e McFarland riescono a raggiungere
un'integrazione organica tra gli elementi e le sensibilità tipiche
del jazz e della musica da camera, che coesistono in
questo lavoro senza mai inibirsi vicendevolmente o risultare
artificiosamente abbinate. Lo stesso risultato convincente,
in una vena diversa che rifletteva ciò che in
seguito sarebbe stato conosciuto come fusion, i due lo
raggiunsero nell'album “Steve Kuhn” per la Buddha,
poco prima della tragica fine di McFarland.
Eddie Gomez
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Nato il 4 ottobre del 1944 a San Juan, Puerto Rico,
Eddie Gomez è uno dei più brillanti bassisti
della storia del jazz. Grande virtuoso del proprio strumento,
la sua flessibilità e rapidità di interazione
lo hanno reso un accompagnatore ideale. Cresciuto a New
York, ha fatto parte dal 1959 al 1961 della Newport Festival
Youth Band. Dopo gli studi alla Juilliard, Gomez ha suonato
tra gli altri con il sestetto di Rufus Jones, Marian
McPartland (1964), Paul Bley (1964-65), Giuseppe Logan,
Gerry Mulligan e Gary McFarland. La notorietà internazionale
per Eddie Gomez è arrivata durante il suo lungo
periodo nel trio di Bill Evans, con cui ha collaborato
dal 1966 al 1977, prendendo parte a numerose importanti incisioni del grande pianista. In seguito Gomez ha collaborato
in un'infinità di contesti tra cui spiccano gli
Steps Ahead (1979-84), Benny Wallace, Joanne Brackeen,
Jack DeJohnette, Chick Corea, nonché in un grande
numero di incisioni come turnista in studio. Eddie Gomez
ha inoltre inciso come leader per le etichette Columbia,
ProJazz e Stretch. |
Billy Drummond
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Nato nel 1959 a Newport News, Virginia, Billy Drummond
ha iniziato a suonare la batteria all'età di quattro
anni, sotto l'esempio del padre batterista. Ben presto
Drummond inizia a suonare in vari gruppi della sua città,
approfondendo una grande varietà di stili e in
seguito proseguendo gli studi musicali al college, dove
si diploma in Music Performance. All'inizio del 1988
si trasferisce a New York, dove entra a far parte del
gruppo Out of the Blue, con cui incide per la Blue Note.
In seguito si unisce al sestetto di Horace Silver con
cui è a lungo in tournée. In seguito Billy
Drummond ha modo di effettuare tournée e incidere
con numerosi nomi storici del jazz, in particolare con
Sonny Rollins, Pat Metheny, Joe Henderson, J. J. Johnson,
Nat Adderley, Bobby Hutcherson, James Moody, Andrew Hill,
Freddie Hubbard e Steve Kuhn, nonché di collaborare
a progetti di musicisti delle nuove generazioni quali,
tra gli altri, Javon Jackson, Renee Rosnes e Chris Potter.
Billy Drummond è attivo anche come band leader,
e in questa veste ha realizzato tre CD: “Native Colours” con
Steve Nelson, Steve Wilson, Renee Rosnes e Ray Drummond, “The
Gift” con Seamus Blake, Renee Rosnes e Peter Washington,
e “Dubai”, con Chris Potter e Walt Weiskopf ai sax, e
Peter Washington. Questo disco è stato votato
al primo posto della lista dei dieci migliori dischi
del 1996 dal critico Peter Watrous del New York Times,
e ha ricevuto quattro stelle nella recensione pubblicata
sulla rivista Downbeat. |
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